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PRODI A DICEMBRE IN ALBANIA PER GARANTIRE GLI INVESTIMENTI ITALIANI
Il premier italiano Romano Prodi sarà a Tirana a dicembre. In Puglia Prodi aveva preannunciato questa decisione al vice premier albanese Gazmend Oketa e ribadito questa volontà incontrando il premier albanese Berisha quando lo ha incontrato a New York a margine dei lavori della Assemblea delle Nazioni Unite. La visita a in Albania di Prodi sarà finalizzata, tra l'altro, per realizzare un nuovo accordo sulla tutela degli investimenti italiani nel Paese. La precedente intesa risale ai primi anni '90. Si tenga conto che l'Italia rimane al primo posto tra i partners commerciali dell'Albania ed è primo sia negli investimenti che nella lista dei paesi donatori come pure in quello bancario.

IN ALBANIA MENO TASSE PER TUTTI
Il premier albanese Berisha nell'evidenziare i meriti del suo governo di centrodestra fa esplicito riferimento alla riduzione dell'imposizione fiscale. ''Gli introiti fiscali nell'ultimo anno -ha affermato - sono cresciuti del 22%. Questo ci da' la possibilita' di aumentare la capacita' di investimento di un miliardo e 200 milioni di dollari soprattutto nei settori delle infrastrutture, energia e istruzione. Si tratta del corrispettivo di tutti gli investimenti pubblici fatti in Albania negli ultimi dieci anni''.

CLASSIFICA STUDENTI STRANIERI IN ITALIA
In 888 istituzioni scolastiche italiane si supera il 20% di presenze di studenti stranieri e in 89 si supera il 40%. Diverse anche le cittadinanze rappresentate, ma in testa c'e' l'Albania con il 15,5%, seguita dalla Romania con il 13,6% e dal Marocco con il 13,5%. Le3 altre nazioni degli alunni starnieri sono la Cina (4,9%), ex Jugoslavia (3,2%), Ecuador (3,2%), Tunisia (2,7%), Peru' (2,5%), Filippine (2,5%), Macedonia (2,5%).

A VALONA PROTESTE PER RISCHIO INQUINAMENTO
A Valona ci sono state, a fine ottobre, proteste contro la Petrolifera Italo rumena della famiglia Ottolenghi. Il Consiglio comunale a maggioranza socialista ha fatto proprie le proteste del Comitato dei cittadini per la difesa della Baia di Valona ed ha chiesto alla Commissione Centrale Elettorale di indire un referendum sulla realizzazione di impianti energetici nella citta'. Si tenga conto che l'accordo con la Petrolifera italo rumena prevede esclusivamente la realizzazione di impianti di stoccaggio. Nel Parco Energetico oltre agli impianti della PIR erano previsti i terminali dell'oleodotto della americana AMBO e la grande termocentrale finanziata dalla Banca Mondiale e da altre istituzioni internazionali. L'investimento della PIR ammonta a 55 milioni di euro e prevede la realizzazione di impianti di stoccaggio per circa 50 mila metri cubi di prodotti lavorati e semilavorati petroliferi e di circa 6 mila per il GPL. La Commissione Centrale Elettorale ha dichiarato non ammissibile la richiesta avanzata dal Consiglio comunale di Valona - a maggioranza socialista - di indire un referendum sulla localizzazione degli impianti energetici nella Baia di Valona. La scelta delle autorita' locali era stata sollecitata dalla "Alleanza dei cittadini per la difesa della Baia di Valona", movimento che raccoglie associazioni ambientaliste e personalita' locali contrarie all'insediamento di impianti energetici nell'area della Baia di Valona di cui si vuole difendere la vocazione turistica. Il premier Sali Berisha ha comunque ribadito che nessuna raffineria di prodotti petroliferi o altri impianti a rischio inquinamento sorgera' nella zona mentre sono stati autorizzati gli impianti di stoccaggio della Petrolifera Italo Rumena e la termocentrale. Gli impianti a forte impatto ambientale per decisione del governo saranno insediati piu' a nord, nelle vicinanze di Fier.

I DATI DELLA SITUAZIONE ENERGETICA IN ALBANIA
Il 95% dell'energia prodotta in Albania proviene dalle molte piccole centrali idroelettriche sparse nel Paese, che contribuiscono al fabbisogno per circa un quarto. La restante energia viene importata. La vetusta' della rete impedisce di poter prelevare dall'estero piu' di 13 milioni di chilowatt-ore al giorno. La produzione interna attualmente viene mantenuta attorno a i sei-sette milioni di Kwh per salvaguardare le scorte. In totale, pertanto, non si raggiunge il fabbisogno del Paese, stimato per l'inverno in oltre 24 milioni di Kwh al giorno. Si teme che un'ulteriore scure possa abbattersi sugli albanesi, sempre piu' consumatori di energia con un incremento annuale del cinque per cento. Nel 2009 sono previste l'entrata in funzione della prima centrale da 100 megawatt alimentata a gasolio, nella zona di Valona, e l'interconnessione con la rete del Montenegro, da dove importare ulteriore energia. La termocentrale e' la prima struttura energetica che viene realizzata in Albania dal 1985. La bolletta energetica dell'Albania - per il 2007 si prevede l'acquisto dall'estero di 2,7 miliardi di chilowattore - pesa nelle tasche dei cittadini e spinge al rialzo l'inflazione, che nel mese di settembre salita al 4,4% su base annuale. Il primo ministro, Sali Berisha, ribadisce che l'obiettivo e' di ''bilanciare le fonti di produzione'' con la costruzione di altre due termocentrali. Tra le priorita' ci sono anche il recupero dell'efficienza della rete distributiva (molta corrente si perde per la sua fatiscenza) e la lotta agli abusivi: il totale e' una perdita del 30%, pari alla produzione annua di una termocentrale.

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