Teatro alla Scala - Milano
Il Teatro alla Scala venne fondato, per volontà dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, in seguito all'incendio che il 26 febbraio 1776 aveva distrutto il Teatro Regio Ducale, antica sede delle rappresentazioni liriche a Milano. Le spese della costruzione furono sostenute dai palchettisti del Ducale, in cambio della concessione del terreno dove sorgeva la Chiesa di Santa Maria alla Scala (da cui il suo nome) e del rinnovo della proprietà dei palchi. Opera del grande architetto neoclassico Giuseppe Piermarini, il Teatro venne inaugurato il 3 agosto 1778 con l'opera di Antonio Salieri, L'Europa riconosciuta, su libretto di Mattia Verazi. Il primo periodo della sua storia artistica è legato alla tradizione dell'opera buffa "napoletana", i cui maggiori esponenti sono stati Giovanni Paisiello (1740-1816) e Domenico Cimarosa (1749-1801). Fra le numerose opere rappresentate, vanno ricordate La Frascatana (1780), Il barbiere di Siviglia (1786) e Nina, ossia pazza per amore (1804) di Paisiello, L'italiana in Londra (1780) e Il matrimonio segreto (1793) di Cimarosa. Il rinnovamento del repertorio viene avviato fra il 1793 e il 1798 con L'oro fa tutto di Ferdinando Paër (1771-1839) e Un pazzo ne fa cento di Giovanni Simone Mayr (1763-1845). La Scala si apriva così al gusto neoclassico di ascendenza francese e alla successiva, più radicale evoluzione del teatro musicale. Paër e Mayr, infatti, costituiranno storicamente il punto di collegamento e passaggio dall'opera buffa all'opera romantica di Gioachino Rossini (1792-1868). Con l'avvento nel 1812 di Rossini (La pietra del paragone), la Scala diventerà il luogo deputato del melodramma italiano: della sua storia lungo oltre un secolo e poi della sua tradizione fino ai nostri giorni. Il catalogo rossiniano rappresentato fino al 1825 comprende: Il turco in Italia, La Cenerentola, Il barbiere di Siviglia, La donna del lago, Otello, Tancredi, Semiramide, Mosé. Negli stessi anni, le coreografie di Salvatore Viganò (1769-1821) e di Carlo Blasis (1795-1878) estendevano il primato artistico del Teatro anche al balletto. Per quanto riguarda il repertorio straniero, spiccano gli allestimenti nel 1816 del Flauto magico, una delle opere di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) rappresentate nel corso dell'Ottocento, e nel 1822 della Vestale di Gaspare Spontini (1774-1851). Nel 1806 Alessandro Sanquirico (1777-1849) assume la direzione della scenografia e rinnova la concezione degli allestimenti adeguandoli alla nuova sensibilità romantica. Nel 1814 si accresce la profondità del palcoscenico, occupando parte dell'area di un convento demolito nella contrada di San Giuseppe (l'attuale via Verdi). Nel 1821 l'illuminazione a candele viene sostituita da una grande lumiera centrale a lampade di sicurezza ("argants"), rimaste in funzione fino all'impianto a gas che sarà adottato nel 1860. Una nuova, straordinaria stagione del melodramma si apre fra il 1822 e il 1825 con Chiara e Serafina di Gaetano Donizetti (1797-1848) e Il pirata di Vincenzo Bellini (1801-1835). Le opere successive di Donizetti alla Scala saranno (fino al 1850) Anna Bolena, Lucrezia Borgia, Torquato Tasso, La figlia del reggimento, La favorita, Linda di Chamounix, Don Pasquale e Poliuto. Di Bellini seguiranno (fino al 1836) I Capuleti e i Montecchi, Norma, La sonnambula, Beatrice di Tenda e I puritani. Nel 1970 Riccardo Muti debutta alla Scala come direttore sinfonico. Nel 1997 la Scala si trasforma in una Fondazione con soci privati, aprendo una decisiva fase di modernizzazione. Nel settembre 2000 si è svolta, in Giappone, una delle più importanti tournée all'estero del Teatro. Il 16 novembre si inaugura il Centenario verdiano (1901-2001) con un concerto diretto da Riccardo Muti e con una grande Mostra rievocativa al Palazzo Reale di Milano. Il 7 dicembre si apre la stagione dedicata a Giuseppe Verdi con Il trovatore, diretto da Muti che la concluderà il 7 dicembre 2001 con Otello. Al termine della stagione l'edificio del Piermarini viene chiuso per rinnovare interamente le strutture e gli impianti tecnici del palcoscenico e per sottoporre la sala a un restauro conservativo. Nel periodo dei lavori, l'attività artistica si svolgerà al nuovo Teatro degli Arcimboldi edificato nell'area industriale dismessa della Pirelli-Bicocca. Ultimo capitolo della storia del Teatro alla Scala, il suo ritorno nel rinnovato edificio del Piermarini. Il 7 dicembre 2004 la nuova stagione - la prima dopo la definitiva chiusura del Teatro alla fine del 2001 per dare spazio ai lavori - si apre con l'opera che 266 anni fa inaugurò il Teatro stesso: Europa Riconosciuta di Antonio Salieri. Diretta da Riccardo Muti, con la regia di Luca Ronconi, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, l'opera presenta anche un inedito balletto, sempre su musiche di Salieri, in sostituzione del balletto originale la cui musica è andata perduta. Iniziati ufficialmente il 4 luglio 2002, i lavori di restauro e di ristrutturazione si sono protratti per tutto il 2003 fino all'ottobre 2004, data delle prima consegna dei locali ristrutturati alla Fondazione Scala. Oltre al restauro conservativo dell'area monumentale, affidato all'architetto Elisabetta Fabbri, e all'ammodernamento degli impianti meccanici di servizio, L'aspetto forse più evidente della Scala rinnovata è costituito dalla maestosa ellissi e dalla nuova torre scenica, entrambe progettate dall'architetto Mario Botta.
